Jovanotti e la sostenibilità pop




Jovanotti ci è o ci fa quando parla di sostenibilità? La sfrutta per fare concerti in spiaggia o ci crede e sensibilizza i suoi fan?

 

Solo un paio di anni fa i temi della sostenibilità ambientale e dei cambiamenti climatici erano confinati ad ambienti tecnici o limitati alle discussioni degli ambientalisti.

Per molti di noi queste tematiche erano poco più di un disturbo, un problema troppo grosso per prendercene cura personalmente. L’ipotesi che gli eventi si potessero trasformare in catastrofe ambientale erano vissuti alla lontana, come una eventualità che avrebbe anche potuto coinvolgerci su cui però ognuno di noi poteva far poco.

Rifugio Tosa Sostenibilità

Al rifugio Tosa Pedrotti, nelle Dolomiti di Brenta, hanno rinunciato alla plastica. Si può fare anche in montagna a 2.500m.

Negli ultimi anni però le cose stanno cambiando, spinte dalla crescita della sensibilità per questi temi.

Molte aziende hanno iniziato a fare scelte sostenibili (o presunte tali), a promuovere comportamenti, proposte e servizi a basso impatto ambientale.

Queste scelte sono dovute a una reale sensibilità ambientale?

Oppure sono puro opportunismo che mira a sfruttare la crescita della sensibilità verso questi temi?

Ho trovato la risposta a questa domanda analizzando uno degli eventi musicali più importanti dell’estate 2019: il Jova Beach Party. Una ventina di concerti di Jovanotti  organizzati sulle principali spiagge italiane, invece che negli stadi. Con l’approvazione del WWF.

L’operazione non è passata inosservata: molte associazioni ambientaliste si sono scagliate contro Jovanotti e contro il WWF, accusandoli di mettere a rischio luoghi di pregio ambientale. Per quante precauzioni si possano prendere, l’impatto su una spiaggia di 40.000 persone che ballano è maggiore rispetto a quanto potrebbe succedere in uno stadio.

Chi c’è stato però garantisce: al Jova Beach Party tutto era organizzato per ridurre al minimo l’impatto. E Jovanotti dal palco ha parlato a fondo di sostenibilità, di attenzione per l’ambiente, di cambiamento degli stili di vita, ecc.

A questo punto per me la domanda è scontata: Jovanotti ci è o ci fa?

Jovanotti ci è o ci fa

Voglio dire: Jovanotti approfitta dei suoi concerti per fare sensibilizzazione ambientalista oppure spaccia i suoi concerti per ambientalisti per poterli fare fuori dagli stadi, in luoghi dove normalmente non sarebbe mai potuto arrivare?

Per capirlo mi sono fatto aiutare da altri dati.

Ho analizzato la popolarità online su scala mondiale del calciatore più pagato al mondo (Cristiano Ronaldo, in blu nel grafico) e l’attore più pagato al mondo (Dwayne Johnson, in rosso).

La popolarità online di Cristiano Ronaldo e Dwayne Johnson nell'ultimo anno

Cristiano Ronaldo è più popolare di Dwayne Johnson nel mondo, dati Google Trends settembre 2018 – Agosto 2019

Per la gioia dei tifosi di calcio, Ronaldo appare essere più popolare.

Che succede se a questi personaggi aggiungiamo Greta Thunberg (in giallo nel grafico)?

La popolarità online di Cristiano Ronaldo, Dwayne Johnson e Greta Thunberg nell'ultimo anno

La popolarità online di Cristiano Ronaldo, Dwayne Johnson e Greta Thunberg nell’ultimo anno

Greta Thunberg era praticamente inesistente nel confronto con i due fenomeni fino a un anno fa. Negli ultimi mesi però qualcosa è cambiato. Focalizzandoci sul mese di agosto 2019, la faccenda diventa incredibile.

La popolarità online di Cristiano Ronaldo, Dwayne Johnson e Greta Thunberg nell'ultimo mese

Greta Thunberg ha raggiunto una popolarità confrontabile a quella di Cristiano Ronaldo e Dwayne Johnson – Agosto 2019

Ebbene si, l’attivista svedese in un anno è diventata popolare tanto quanto due personaggi globali come Ronaldo e Johnson.

Incredibile, soprattutto se andiamo indietro di solo un anno.

La valutazione va ampiamente oltre il fenomeno Greta Thunberg, su cui esistono i pareri più discordanti; la cosa importante è la straordinaria crescita nella sensibilità sui temi della sostenibilità.

Riassumendolo in uno slogan, la sostenibilità è diventata pop! Greta Thunberg ne è la star, forse solo momentanea, è il personaggio carismatico in grado di rappresentare la sensibilità crescente di milioni di persone in tutto il mondo.

La sostenibilità è diventata pop

I temi della sostenibilità ambientale sono usciti dal circolo dei tecnici e degli ambientalisti, per coinvolgere tutti noi. Con tutte le complessità del caso, a partire dalle banalizzazioni da bar, alla superficialità di troppe discussioni, ed all’inevitabile ampio margine di errore destinato progressivamente ad ampliarsi.

Io credo non ci siano alternative. La popolarizzazione del tema è un passaggio inevitabile per avviare un reale cambiamento degli stili di vita. Anche nei viaggi, anche nel turismo.

“Ma Jovanotti ci è o ci fa?”, quindi?

Jovanotti nel suo giro per le spiagge d’Italia ha parlato a oltre mezzo milione di persone, ragazzi ed adulti, sensibilizzando su comportamenti sostenibili, su riciclo e riduzione dell’uso di plastica, sull’importanza del rispetto del territorio e dell’attenzione anche ai piccoli gesti.

Lo ha fatto per vendere qualche biglietto in più o perché ci crede davvero? Per me la risposta sta nel mezzo. Ha parlato nei termini giusti a tante persone che forse non sarebbero state raggiunte da quel messaggio, ed allo stesso tempo ha cavalcato la sostenibilità ambientale per riempire i suoi concerti.

Questa credo sia la morale complessiva: adottare pratiche sostenibili non è solo importante per salvare il nostro pianeta, ma può anche garantire un importante ritorno in termini di business, se fatto in maniera corretta ed adeguata. La sensibilità delle persone è in crescita, chi saprà offrire servizi ed esperienze coerenti avrà soddisfazioni.

Adottare politiche sostenibili non è più solo giusto, ma conviene! Anche nei viaggi, anche nel turismo.

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