La luna a Molveno

La meraviglia del lago di Molveno svuotato

La meraviglia del lago di Molveno svuotato




A Molveno tutti temono lo svuotamento del lago artificiale. Che invece si trasforma in uno spettacolo che tutti vogliono vedere.

 

La prima volta che ho sentito parlare dello svuotamento del lago di Molveno ho pensato: “che figata!”. Non avevo chiaro cosa volesse dire, ma avevo la percezione che sarebbe stata una cosa “nuova”, magari divertente, un modo alternativo di vivere un lago vivissimo d’estate ma che, d’inverno, ha valore principalmente paesaggistico.
Le preoccupazioni nel mondo turistico però erano tante, c’era l’idea che il lago svuotato avrebbe danneggiato l’immagine della località e che avrebbe creato contraccolpi sulla stagione estiva successiva. Lo svuotamento era già stato ritardato di un anno per non danneggiare l’immagine di Molveno in vista dell’arrivo della tappa del Giro d’Italia 2016. Lo scorso settembre il dibattito era aperto.
Poi, trovate le soluzioni che garantissero l’acqua per l’innevamento artificiale delle piste della Paganella ed il ripristino della normalità per la stagione 2017, i lavori sono partiti.
Il paesaggio in questi giorni è questo.

Dire che è una meraviglia è dire poco. Dire che è attraente, divertente, diverso è sottovalutare l’esperienza. Ed infatti ieri, oltre a noi, c’era un sacco di gente che camminava per queste dune misteriose. Non fatevi ingannare dalle foto, una gran fatica per riuscire ad avere uno scorcio in cui non sembrasse di essere ad Artigiano in Fiera.
E la cosa sta crescendo, la novità si fa strada rapidamente e tutti gli organi di informazione sono ormai “sul pezzo”.
È un classico esempio di situazione sottovalutata (o forse temuta) dagli operatori del luogo che non hanno capito le potenzialità, e che ora sta scoppiando grazie al passaparola delle esperienze.

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Camminare tra quelle dune è un misto tra incredulità per il paesaggio e interrogativi sulle ragioni. Perché stanno svuotando il lago?
C’è una storia straordinaria da raccontare, una storia di lavori incredibili, di lungimiranza e di visione, una storia che va indietro 70 anni e che nessuno conosce.
Questo video la racconta con le retoriche narrative dei tempi dell’Istituto Luce (che meraviglia!).

È la storia di un lago naturale, trasformato in artificiale per alimentare la centrale elettrica (allora) più grande d’Italia. E per garantire il flusso d’acqua necessario, si costruirono delle condotte interrate lunghe oltre 50 km, che arrivano fino alla val di Genova ed al Carè Alto, con lavori di canalizzazione praticamente invisibili a vista umana.
Una storia straordinaria ed unica, da raccontare assieme ai paesaggi lunari che riserva nell’epoca del grande passaparola collettivo.
Invece di averne paura, chiederne spostamenti o dilazioni, la storia va “cavalcata”, promossa e valorizzata.
Siamo ancora in tempo, amici di Molveno non abbiatene paura.

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